Presentazione

 
In tempi come gli attuali, segnati da guerre, dal terrorismo e da una crescente conflittualità etnica e sociale, diviene determinante il contributo che la ricerca scientifica e le università possono dare allo sviluppo di una cultura della pace, dei diritti umani, della comunicazione e cooperazione, attraverso l’elaborazione di modelli scientifici e metodologie di intervento che portino ad un miglioramento delle relazioni tra gli individui, i gruppi, le culture, gli stati, ad un innalzamento della consapevolezza individuale e collettiva e ad una maggiore qualità dell’informazione nella vita sociale.
Per rispondere al meglio a questo importante compito le Università di Siena, Firenze, Pisa, e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – da anni tra le più attive in questi campi – hanno deciso nel 2004, su iniziativa del Prof. Enrico Cheli, di aggregare e porre in rete le rispettive competenze e risorse tecnico-scientifiche e didattiche dando vita al CIRPAC – Centro interuniversitario di ricerca per la pace, l’analisi e la mediazione dei conflitti.
Dunque, anche se di recente costituzione, il CIRPAC rappresenta un proseguimento e una evoluzione delle numerose e qualificate attività scientifiche e didattiche che ciascuna delle università aderenti svolge già da anni per proprio conto e che adesso, grazie a questa fattiva opportunità di collaborazione, potranno svilupparsi in nuove e ancora più estese direzioni.
L’ateneo di Siena – da cui è partita l’iniziativa – si caratterizza per la Scuola di dottorato di ricerca “Studi per la pace e risoluzione dei conflitti”, per i Master in “Relazioni interpersonali, comunicazione e counseling” e in “Diritti umani e azioni umanitarie”, nonché per una intensa attività formativa e di ricerca nei campi della comunicazione interculturale e interpersonale e della microconflittualità.
Gli atenei di Firenze e Pisa sono stati i primi e per ora unici in Italia ad aver attivato Corsi di Laurea esplicitamente incentrati sulla pace (a Firenze “Sviluppo economico, Cooperazione Internazionale e Mediazione dei conflitti” a Pisa “Scienze per la pace”). Inoltre sono state promosse da tempo altre importanti iniziative, come l’istituzione a Firenze di un Forum per la guerra e per la pace, le Scuole di pace e i laboratori di nonviolenza, e l’istituzione a Pisa del Centro Interdipartimentale di Scienze per la Pace (CISP).
La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa infine svolge da anni una intensa e prestigiosa attività di ricerca scientifica e alta formazione a livello internazionale sui temi delle missioni internazionali di supporto alla pace, di assistenza umanitaria e sulle operazioni di monitoraggio dei diritti umani e delle elezioni.
Il comitato tecnico-scientifico del CIRPAC è attualmente composto da oltre 30 professori e ricercatori universitari di aree disciplinari diverse tra cui: scienze giuridiche, scienze politiche, scienze storiche, sociologia, psicologia, pedagogia, informatica etc., e sono previste in tempi brevi ulteriori adesioni, anche di studiosi stranieri.
Questa pluralità e complementarità disciplinare consente tra l’altro di portare avanti un approccio di tipo olistico interdisciplinare, sia sul piano della ricerca sia su quello della didattica.
SETTORI DI ATTIVITA’
Il CIRPAC si propone di operare nelle seguenti tre direzioni:
1. realizzare progetti di ricerca fondamentale e applicata;
2. promuovere e coordinare iniziative didattiche in ambito universitario (Corsi di laurea, Master, Dottorati, etc.) e extrauniversitario (corsi per le scuole, seminari tecnico-professionali, corsi di formazione post-base etc.).
3. svolgere attività di supporto scientifico, consulenza e formazione per Enti pubblici e/o privati in merito alla soluzione di specifici problemi attinenti i campi di competenza del Centro.
I campi di competenza del centro sono indicativamente i seguenti:
1. Studio della genesi, dinamica, evoluzione o degenerazione delle diverse forme e livelli di conflitto.
2. Studio dei processi comunicativo-relazionali inerenti i suddetti livelli, anche con riferimento ai processi delle identità e dei mutamenti politico istituzionali, culturali, della globalizzazione, della immigrazione, delle dinamiche interculturali e interreligiose.
3. Studio, sperimentazione e verifica di metodi e tecniche operative applicabili ai suddetti livelli e finalizzate: 1) alla prevenzione, gestione e mediazione dei conflitti; 2) al miglioramento della qualità dei processi comunicativo-relazionali; 3) all’incremento delle diverse forme di cooperazione e sicurezza.
4. Analisi degli scenari e dei fattori e contesti politici, storici, socio-culturali, psicologici, comunicativi, di genere, economici, giuridici, religiosi, più rilevanti per una migliore e più globale comprensione del conflitto e della polarità guerra-pace.
5. Individuazione e studio delle aree e situazioni di crisi e conflitto potenziale e già conclamato anche con riferimento alle dinamiche economiche o politiche connesse al traffico internazionale di armi
6. Studio e predisposizione di piani di intervento per la prevenzione, la mediazione e la gestione costruttiva dei conflitti ai diversi livelli, privilegiando le possibilità offerte dall’azione non violenta, dal counseling alla mediazione, dal peace-building al peace-keeping.
7. individuazione dei fattori e processi che ostacolano i processi di pace e la costituzione di organismi e istituzioni ad essi preposti a livello mondiale, macro-regionale, nazionale e locale.
8. Studio, sperimentazione e verifica di metodologie e tecniche non violente nel settore della sicurezza; predisposizione di piani di formazione e intervento a riguardo.
9. Studio del ruolo svolto dai mezzi di informazione in rapporto: 1) alla legittimazione e riproduzione di valori, credenze e modelli relazionali basati sulla discriminazione, l’oppressione, lo scontro, la violenza, la guerra; 2) all’affermarsi di nuove prospettive, valori e modelli relazionali orientati alla pace, alla coscienza planetaria, al dialogo e alla cooperazione.
10. Studio dei rapporti tra ricerca scientifica e tecnologica, etica, consapevolezza e responsabilità.
11. Analisi del ruolo dell’educazione e formazione nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione di una cultura di pace.
12. Studio dei rapporti tra pace e conflitti e: modelli di sviluppo, distribuzione e uso delle risorse, modalità di produzione e di consumo, diritti umani.